ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno- un te estraneo vagare per strade buie e vuote come un sansebastiano a trafiggerti gli strali della notte - senti recalcitrare in te l'uomo vecchio -ah convivere con gli umori di un corpo-zavorra- ti avvedi d'aver perso le chiavi di casa mentre un gallo canta in lontananza ed è l'alba
adagiati creatura del sogno sulla curva del nostro abbandono la lontananza è ferita insanabile un cielo d'astri divelti e tu balsamo sei -tu orifiamma tu altezza sognato stargate- dove voce insanguinata c'inchioda dalla caduta